20 anni di curricolo vericale
Quest’anno ricorrono i 20 anni del Seminario nazionale sul curricolo verticale.
È un appuntamento importante nella vita dei CIDI, perché vede il coinvolgimento di docenti particolarmente impegnati nel lavoro quotidiano svolto in classe per la realizzazione di una scuola più significativa e più inclusiva.
Il seminario si è svolto in genere nel mese di maggio: nei primi anni esclusivamente a Firenze con la partecipazione di colleghe/i provenienti anche da altri Cidi, dal 2011 si è effettuato in tutto il territorio nazionale per consentire il coinvolgimento di un maggior numero di docenti impegnati nell'innovazione curricolare.
La cura della propria professionalità passa attraverso il costante approfondimento e/o la rivisitazione di conoscenze disciplinari, ma può utilmente configurarsi anche come approccio critico a “buone pratiche” didattiche, pratiche da non applicare come ‘ricette’ ma da utilizzare come occasioni per ripensare criticamente la propria azione didattica e rivedere i propri percorsi educativi – utilizzando i criteri del curricolo verticale – in modo più congruo con le concrete condizioni di lavoro: partendo dalle conoscenze possedute dai ragazzi; lavorando con tempi distesi su pochi ma essenziali contenuti disciplinari, adeguati all’età degli allievi, secondo un metodo laboratoriale, euristico, induttivo, cooperativo; utilizzando al meglio le opportunità educative offerte dall’ambiente scolastico ed extrascolastico, stabilendo una buona relazione educativa. Si tratta di riscoprire le ragioni profonde del nostro fare scuola quotidiano e di rimettere a tema la valenza culturale e civica delle nostre pratiche didattiche.
Da molti decenni è diffusa la consapevolezza che per realizzare apprendimenti significativi, e quindi competenze culturali durature, per realizzare cioè una scuola di qualità per tutti, occorre contemporaneamente selezionare saperi essenziali, utilizzare strumenti e ambienti adeguati, e praticare metodologie e modalità relazionali innovative; e che occorre conseguentemente abbandonare la logica del programma che si affida essenzialmente all'organizzazione specialistica, accademica, delle discipline.
Le teorie del curricolo affondano le loro origini nella comprensione, sviluppata dal miglior pensiero psicopedagogico del Novecento (da Dewey a Bruner, ecc.), che la scuola di massa costituisce uno scenario nuovo e molto più complesso della scuola tradizionale, selettiva ed elitaria. In questa situazione, totalmente nuova nella storia dell’umanità, l’ideale democratico della formazione di tutti i cittadini impone un ripensamento radicale di consuetudini didattiche, ormai diventate granitiche grazie alle conferme ricevute nel corso dei secoli.
Attraverso le locandine che si sono succedute in questi 20 anni proponiamo una riflessione sul fare scuola quotidiano, che oggi crea sempre più difficoltà ai docenti, vista la condizione in cui versa la scuola.
Firenze, 10 maggio 2026




