Sei in: Home > sala stampa > primo piano > GIORNO DELLA MEMORIA: UN RACCONTO

GIORNO DELLA MEMORIA: UN RACCONTO

La deportazione in Germania dal 1943 al 1945 di Castagnola Giulio Caporale Maggiore della Fanteria

Di Ainino Cabona, preside in pensione, Operatore Tutela Ambiente Montano per la Liguria CAI (Club Alpino Italiano).

In occasione della ricorrenza del Giorno della Memoria il 27 gennaio 2023 dedico il ricordo a Castagnola Giulio, un soldato italiano deportato in Germania che dopo numerose vicissitudini riuscì a tornare a casa.

Biografia essenziale di Castagnola Giulio di Sebastiano
Giulio nasce il 10/06/1920 in una famiglia di contadini, nel nucleo abitato di Villa Pino, frazione di Santa Margherita di Fossa Lupara, Comune di Sestri Levante, Provincia di Genova. Frequentò la scuola con profitto fino alla quinta elementare e dopo cominciò a lavorare la terra come bracciante in una famiglia vicina. All’entrata in guerra dell’Italia, nel giugno del 1940 è inviato sul fronte greco nel Corpo della Fanteria, e lì rimase fino all’8 settembre 1943, prima da soldato poi da caporale maggiore. Appartenne dapprima al 41° Reggimento, prima Compagnia Mortai da 81 mm, Reclute, poi terzo Battaglione nona Compagnia, infine primo Battaglione quarta Compagnia AA. Dalla Grecia scriveva alla sua famiglia, in particolare al padre Sebastiano e più spesso alla fidanzata Narcisa Sanguineti (sposata nel 1949), che abitava nella prospiciente Villa Ramaia. In una foto da soldato datata prima dell’8 settembre appare in buone condizioni e “in carne”.
Per dare un’idea dello spirito e delle condizioni di Giulio Castagnola in quei momenti difficili, con il permesso della sua famiglia riproduco nel presente scritto alcuni stralci delle lettere a casa.

Cronologia della corrispondenza di Giulio Castagnola durante campagna di Grecia
Alla fine dell’anno 1940 è inviato in Grecia con il 41° Reggimento di Fanteria meccanizzata. In Grecia lamentò fame e malaria.
Dal 15/02/1941 al 04/12/1941 scrive cinque lettere alla fidanzata Narcisa. Gli elementi più interessanti sono: che “ha i baffi e il pizzo alla coda di topo” sbarcato in Grecia, osservò i costumi dei greci e confronta la bellezza delle donne italiane con quelle greche; a fine novembre segnala che le montagne erano piene di neve.
Dal 25/01/1942 al 10/12/1942 scrisse trentun lettere sempre a Narcisa. I contenuti più notevoli sono: - “che ha cambiato reparto, è caporale maggiore, sta meglio di prima”; riferisce di essere a Giannina (Ioànnina) (Grecia) città provvista di aeroporto”; dice di trovarsi “in un bel paesello” e indica la Compagnia di assegnazione “Regi Mortai da 81”; 20/09, - che manca da casa da due anni e chiede una foto di Narcisa e dice di essere in mezzo alle montagne -, dice a Narcisa - di essere ricoverato in Ospedale da quattordici giorni ma di non farlo sapere alla sua famiglia-”
Dal 16/05/1943 al 04/09/1943 scrive quattro lettere a Narcisa Il 23/06/1943 dall’Ospedale in Grecia, dove era ricoverato per una contusione al ginocchio. Il 15/03/1943 scrive “Sai che anch’io sto invecchiando? Pensa un pò? Sono tre anni?”
Alcune di queste lettere sono molto lunghe e articolate.

L’8 settembre 1943: il viaggio
Dai suoi ricordi si evince che il giorno 8 settembre Giulio si trovava in Grecia in aeroporto, probabilmente quello di Ioanina (Grecia del Nord) ai confini con l’Albania. Al “tutti a casa” comunicato dagli ufficiali, marciò per dieci giorni con alcuni commilitoni per 300 chilometri alla ricerca di un treno per l’Italia. Durante il cammino si ammalò di malaria ma grazie alla solidarietà dei suoi compagni di viaggio, alcuni dei quali di Sestri L, riuscì a raggiungere un treno. Partiti da Lamia (Grecia), scortati dai militari tedeschi, al transito in Austria il treno viene piombato.
La destinazione finale non è l’Italia ma Hemer (Germania), una cittadina nelle vicinanze di Dortmund. All’arrivo in Austria i tedeschi chiesero ai prigionieri non ebrei chi volesse collaborare con promesse allettanti. Pochi accettarono, molti rifiutarono perché come Giulio “della guerra avevano le scatole piene”.

L’internamento in Germania dal 1943 al 1945
Destinato al lavoro in una in miniera di carbone fino al 15/03/1944 quando fu trasferito al Kranken Lazarett (una specie di Ospedale Militare) di Fullen Stagal VI C in Bassa Sassonia (Germania) vicino al confine olandese, che Giulio definisce “campo di recupero”. Molti dati che scrivo di seguito, tra cui la tipologia del campo e la data di arrivo sono dedotti dalla Krankenblatt (cartella clinica) la cui riproduzione mi è stata cortesemente fornita dalle figlie che ringrazio. Tale documento scritto all’inizio in tedesco e poi in italiano riporta su quattro fogli molti dati sulle condizioni di Giulio: tra cui l’altezza (m 1,65) e il peso Kg 45,200 (sic!). Da tale documento si evince che, all’arrivo (il 15/03/1944) lamentava dolori al petto e tosse, probabilmente per un’infezione polmonare. La terapia prescritta: codeina e paracodeina. In meno di due mesi è diminuito di tre chilogrammi: il 07/05/1944 pesa Kg. 42,200. Nel diario clinico il 09/05/1944 sono documentate “condizioni generali molto scadenti” (scritto in italiano). Il diario clinico prosegue fino al 04/09/1944, con quattordici annotazioni.

Lettere dal campo di internamento di Fullen: matricola 207214
Nella lettera scritta il 20/05/1944 alla fidanzata Narcisa, Giulio scrive ”Narcisa Vengo a te con questo scritto … salute e così voglio sperare di te e tutta la famiglia. Ti inviai due cartoline ma non ho avuto ancora risposta; però di aver ricevuto più volte i tuoi saluti per mezzo di Iolanda. Non posso prolungarmi a scrivere che altra carta non mi danno. Ricevi ì più cordiali saluti, tante cose care, a te e famiglia. Giulio.”   
Ancora a Narcisa il 26/10/1944 scriveva: “sempre con un umile pensiero rivolto a te vivo questi straziati giorni, di mia forzata sofferenza esaurita ogni speranza ormai. Ricevetti un tuo scritto (pensai tanto! …). La mia salute? Vicino a Dio e con il pensiero a te, porgo i più cari saluti a te e famiglia. Castagnola Giulio”
A Castagnola Sebastiano il 09/11/1944 scriveva “Miei cari invio a voi queste poche righe per ottenere … non vi descrivo della mia salute e della mia vita, perché? … Non mi rimane che la speranza nell’aiuto di Dio. Tanti abbracci e baci … Giulio.”

La liberazione dal lager
Giulio Castagnola fu liberato il 6 aprile 1945 dagli Alleati VII Armata Canadese che per entrare distrussero con un carro armato il portone della struttura dove erano alloggiati i prigionieri. I tedeschi erano fuggiti nella notte. Il mattino i prigionieri si accorsero della loro fuga dalle garitte vuote. Il Capitano alleato, alla vista delle condizioni di questi militari, si mise a piangere.
Giulio pesava 37 Kg.

Il ritorno
Rimase nel campo qualche mese fino alla ripresa delle comunicazioni ferroviarie. Il 25 agosto 1945 è passato per Merano, dove ha sostato nella Caserma n. 21da dove ha scritto alla fidanzata Narcisa il 29/08/1945 “Come uno sperduto uccello del branco ti giunga questo breve scritto: (che lievemente ti suggerisce! < Non oso turbarti se alquanto disturbo ti dò!> Spero ti faranno ancora piacere le mie ottime…, così come mi faranno piacere le tue e famiglia che annuncerai così ora ti faccio sapere che non mi trovo più in germania ma bensì in Italia; qui a Merano.Da tre giorni che sono arrivato qui sosterò un pochino; ma spero non tanto; presto verrò a casa … (ho! … benedetta attesa sei ritornata vicino!) <Non sò nulla di te) (ma ricordo il passato) …>”
Il 6 settembre è a Genova e poi a Sestri Levante e rientrò in famiglia a Villa Pino di Santa Margherita di Fossa Lupara nella sua famiglia.
Per le malattie contratte durante la prigionia, è stato ricoverato in diversi Ospedali fino al 7 febbraio 1946.

Commenti e ringraziamenti
Gli scritti e i documenti di Giulio rappresentano e una testimonianza preziosa sulla guerra alla Grecia e sui lager. Bene ha fatto la famiglia a donarli all’ILSREC (Istituto Ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea - Raimondo Ricci”) di Genova.
Le numerose lettere dalla guerra e dalla prigionia resero più sopportabile a Giulio quel drammatico periodo.
Ringrazio Stefania e Orietta Castagnola per avermi dedicato del tempo e consentito di esaminare i documenti di famiglia.

Per approfondire
Mario Rigoni Stern, Quota Albania, Einaudi 2018.
Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi 2012.
Sandro Antonini, Partigiani una storia di uomini, De Ferrari editore Genova, 2010 pagg. 511 – 513.
Sestri Levante (GE) 27/01/2023, Giorno della Memoria