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Il tormentone delle prove Invalsi

Siamo di nuovo arrivati allo stagionale conflitto con i test Invalsi.

Qualcuno dirà che la resistenza e il boicottaggio sono un fenomeno residuale, che tutto sta andando per il meglio; altri invece sosterranno che le proteste si estendono, che gli insegnanti non accettano una valutazione semplicistica né di essere sovraccaricati di compiti impropri.

Abbiamo già espresso la nostra posizione sulle prove Invalsi: dotarsi di un efficace sistema di valutazione nazionale è necessario per sviluppare appieno il sistema delle autonomie e affidare responsabilità progettuale alle scuole, ma ad essere valutato deve essere il progetto della scuola in tutta la sua complessità. La valutazione degli apprendimenti degli studenti ne è sicuramente un elemento, ma non l'unico, né il principale. L'uso sommario che si sta facendo dei dati, è un segno inequivocabile del "pensiero sbrigativo" con cui nel nostro paese vengono affrontati i temi della scuola.

Un dibattito che resta inesorabilmente alla superficie del problema, dove non c'è traccia della complessità che ha portato i paesi europei ad adottare una grande varietà di sistemi di valutazione; della prudenza con cui in essi vengono trattati i dati, fino al punto che molti paesi ne proibiscono l'uso per comparazioni tra istituti.

Di fatto l'Italia resta l'unico paese europeo che utilizza gli stessi test sia per caratterizzare la carriera degli studenti, sia per individuarne le lacune formative, sia per la valutazione di sistema; nello stesso tempo non si prendono decisioni né tanto meno iniziative per consentire il miglioramento degli apprendimenti.

Se non inizieremo - e da subito - a lavorare nel senso della collaborazione e condivisione con le scuole degli strumenti di valutazione, non vediamo come sia possibile costruire un sistema di valutazione capace di incidere sul livello di qualità del nostro sistema d'istruzione.

Perché è bene non dimenticare che la valutazione è efficace solo quando viene assorbita e trasformata in autovalutazione.

                                                                              Giuseppe Bagni

 

 

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