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LA NOSTRA INIZIATIVA DEMOCRATICA

coordinamento nazionale del cidi
la nostra iniziativa democratica
riflessioni e proposte per una scuola inclusiva

15-16 settembre 2018- piazza sonnino 13 - roma

 

La scuola è stata del tutto assente dal dibattito che ha preceduto la formazione del governo, non era fra i temi caldi, e del resto anche nel documento programmatico, il cosiddetto ‘contratto’, se ne è parlato in modo del tutto leggero, poche frasi, senza grandi impegni.
È una scelta quella di abbassare i toni e spegnere i riflettori?
Che cosa ci dobbiamo aspettare? Una cosa è certa:  parole come xenofobia e razzismo sono purtroppo tornate nel dibattito quotidiano, addirittura gridate. Gli ideali europei e i principi della Costituzione, su cui si è fondata fino a questo momento la convivenza civile dello Stato italiano, sembrano messi in discussione. Persino la stessa convivenza civile sembra una chimera ormai lontana. E se così è, non ci si può aspettare niente di buono nemmeno per la scuola che, di suo, è già stata sulle cronache negli ultimi mesi per ripetuti episodi di violenza, che forse sono qualcosa di più che singole eccezioni. Non c’è da stare tranquilli, i segnali di malessere e di sofferenza sono purtroppo molto diffusi.
C’è una confusione di ruoli e di linguaggi, ed è sempre più difficile orientarsi. La storia della torre di Babele sembra, purtroppo, tremendamente attuale. È proprio per questo che la scuola deve utilizzare gli attrezzi del mestiere, capacità di analisi e pensiero critico, e rimettere  al centro della propria attenzione  il mandato costituzionale.
Ecco perché al Coordinamento nazionale di settembre abbiamo dato il titolo “la nostra iniziativa democratica”, perché vogliamo riflettere, dopo oltre quarant’anni, sull’attualità di quelle due parole che fanno parte del DNA della nostra associazione: iniziativa democratica.
Il prossimo anno scolastico si presenta carico di tutte le incertezze del presente, per questo pensiamo di proporre alla scuola tutta di mantenere un atteggiamento vigile, di iniziativa democratica appunto, e di riappropriarsi delle parole e di tutto il loro peso. Dove, se non a scuola?

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