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IL CURRICOLO PER COMPETENZE È L’ANTITESI DEL SAPERE DISCIPLINARE?

Giuseppe Bagni, Carlo Fiorentini

Molti esperti di didattica generale e di didattica digitale ritengono che l’interpretazione più adeguata del curricolo per competenze sia possibile con approcci alle conoscenze di tipo globale e/o interdisciplinare. Queste concezioni teoriche sulla problematica delle competenze costituiscono l’antitesi della visione del sapere organizzato per discipline e, se fossero l'interpretazione veritiera del ruolo delle competenze nell’istruzione, giustificherebbero tutte le critiche mosse recentemente alla didattica che vi fa riferimento.

Riteniamo inoltre che le ricadute pratiche di tali concezioni siano in profonda contraddizione con la dichiarata volontà di innovare la didattica finendo purtroppo, a causa dell’intrinseca pochezza epistemologica, pedagogica e didattica della proposta, non solo col confermare nella sostanza la scuola tradizionale, ma portando addirittura a un suo appesantimento, a causa dei vari marchingegni delle rubriche e delle prove autentiche, e alla dissipazione delle energie progettuali di molti insegnanti, impegnandoli su pratiche didattiche fuorvianti e burocratiche.

Un concezione riveduta della pedagogia per obiettivi
Emblematico è in questo senso il libro di Castoldi “Costruire unità di apprendimento”. La prima parte del libro, la più teorica e consistente, che contiene alcune considerazioni condivisibili, altre solo apparentemente, ripropone in realtà la vecchia concezione della “pedagogia per obiettivi”, in auge per un ventennio in Italia sia per l’impegno di molti pedagogisti che della politica ministeriale. Propone, cioè, una teoria e delle tecniche, anche in questa occasione, importate dagli USA, che dovrebbero, applicandole a tutte le discipline, realizzare saperi profondi e significativi e permettere il passaggio dalla scuola tradizionale, centrata sui contenuti e i programmi, alla scuola delle competenze. In realtà una concezione didatticistica e riduzionista che si è rivelata incapace di cambiare alcunché di significativo nella pratica scolastica.

Un concezione riveduta della pedagogia per obiettivi
Emblematico è in questo senso il libro di Castoldi “Costruire unità di apprendimento”. La prima parte del libro, la più teorica e consistente, che contiene alcune considerazioni condivisibili, altre solo apparentemente, ripropone in realtà la vecchia concezione della “pedagogia per obiettivi”, in auge per un ventennio in Italia sia per l’impegno di molti pedagogisti che della politica ministeriale. Propone, cioè, una teoria e delle tecniche, anche in questa occasione, importate dagli USA, che dovrebbero, applicandole a tutte le discipline, realizzare saperi profondi e significativi e permettere il passaggio dalla scuola tradizionale, centrata sui contenuti e i programmi, alla scuola delle competenze. In realtà una concezione didatticistica e riduzionista che si è rivelata incapace di cambiare alcunché di significativo nella pratica scolastica. Castoldi mette in evidenza il legame .......... 

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Un contributo alla riflessione di Maurizio Muraglia

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