“La mafia teme la scuola più di ogni altra cosa”, ha affermato Antonino Caponnetto. Sono parole che oggi si possono rivelare profetiche se l’attentato di Brindisi, come i più propendono a credere, è da attribuire alla criminalità organizzata.
L’attentato, in cui ha perso la vita una ragazza e sono state ferite gravemente altre studentesse, colpisce con violenza inaudita la scuola italiana. “Hanno voluto uccidere” ha dichiarato il preside dell’Istituto Professionale Morvillo Falcone di Brindisi. Morire per l’esplosione di una bomba davanti alla scuola. Pochi giorni prima dell’anniversario della strage di Capaci, nel giorno dell’arrivo a Brindisi della carovana antimafia organizzata da Libera. Segue