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PROFESSIONALITÀ INSEGNANTE

 

Proposte del CIDI al sindacato, alla politica, alle scuole, agli insegnanti

Abstract

Profilo culturale e professionale degli insegnanti
L’insegnante opera in una istituzione “costituzionale” finalizzata a realizzare un progetto educativo pubblico. La sua è una “professionalità in un progetto” formativo condiviso per cui è certamente indispensabile tener presente le competenze che sono alla base del fare scuola e dei processi necessari per formarle e svilupparle, avendo però sempre in primo piano la dimensione cooperativa e collegiale in cui si esercitano e il ruolo sociale dell’insegnamento.

È importante l’individualizzazione di campi, azioni, percorsi che possano far decollare la professionalità docente e farla corrispondere ai bisogni della crescita della scuola. A tale scopo è necessario avviare la costruzione di una struttura organizzativa in grado di valorizzare la professionalità individuale di ogni insegnante.

Dimensione collegiale della professionalità
È necessaria una riorganizzazione delle scuole per permettere un reale sviluppo e valorizzazione della professionalità insegnante. La struttura scolastica deve favorire lo sviluppo di competenze e di responsabilità rafforzando alcune caratteristiche fondamentali indispensabili per sorreggere la trasformazione della scuola: la centralità nel processo di insegnamento-apprendimento; il passaggio da una prevalenza dell’aspetto trasmissivo a quello di mediazione culturale; l’emergere di nuove responsabilità e compiti; il bisogno di conciliare l’autonomia culturale professionale del singolo insegnante con la collegialità e la cooperazione.
Si deve pensare alla costruzione di momenti organizzativi intermedi tra il lavoro in classe e il Collegio tali da rendere non fittizia la possibilità di lavorare collegialmente e con precise responsabilità professionali attorno a progetti condivisi.

Formazione iniziale e formazione in servizio
Siamo contrari, per la formazione iniziale degli insegnanti della secondaria di primo e secondo grado, a una formazione ridotta ad un accumulo di crediti formativi universitari acquisibili fin dal primo anno dei corsi: la visione di un percorso da costruire con al centro le scelte individuali di ciascuno studente è la peggior scelta rispetto a una professione che richiede capacità di coordinazione e progettazione congiunta in una visione sempre collegiale e coerente del lavoro.
Non è credibile un sistema di formazione che non abbia una regia congiunta tra Scuola e Università nel definire le competenze indispensabili per il compito che si andrà a svolgere. Vi possono essere lauree magistrali dedicate alla didattica, ma la formazione iniziale deve completarsi con una specializzazione post laurea con acquisizione di crediti universitari divisi tra insegnamenti di didattica disciplinare e psico-pedagogici, laboratori didattici e con tirocinio, in collaborazione con scuola-università.
La formazione iniziale è solo il primo tassello di una formazione che deve essere continua. La formazione in servizio per una professione come quella dell’insegnare rappresenta uno dei cardini che determinano lo sviluppo, la crescita e il consolidamento delle competenze dei docenti finalizzati al miglioramento dei risultati di apprendimento.
La ricerca, intesa come “ricerca-azione”, rappresenta la tipologia più efficace di formazione in servizio in quanto da un lato riconosce il carattere intellettuale della professione e dall’altro è finalizzata a produrre ricadute significative sulla qualità del fare scuola.
La ricerca-azione rappresenta il vero snodo per la ricostruzione della professione dell’insegnare.

Carriera come sviluppo della professionalità insegnante
Fare “carriera” per un insegnante non deve significare cambiare il profilo professionale, ma all’interno di tale profilo aumentare la responsabilità e l’autonomia nel gestire il compito di lavoro. Occorre pensare allo sviluppo professionale nell’accezione di valorizzazione del ruolo e della funzione docente: uno sviluppo inteso come capacità, sempre più compiuta e articolata, di insegnare ad apprendere. Se la centralità dell’insegnamento rimanda alla somma di aspetti connessi alla progettazione, pratica e governo di processi di apprendimento, allora occorre pensare a uno sviluppo della professionalità come sviluppo della maestria/competenza nell’essere insegnante corrispondendo al miglioramento dei risultati di apprendimento.

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